Volumi nati dal mare: il nuovo mercato ittico di Porto San Giorgio

Mercato Ittico, Porto San Giorgio || (c) Nicola Pezzotta
Circa una quindicina di anni fa ero solito scorrazzare in bicicletta fino alla punta più estrema del molo di Porto San Giorgio. Arrivato lì, salivo sugli scogli artificiali e mi mettevo a leggere al sole, con il rumore delle onde in sottofondo. Nel tempo queste pedalate sul lingomare si sono sempre più diradate fino a quando, il mio tempo libero l'ho speso per altri hobby. Ricordo, però, chiaramente, in una delle mie ultime uscite che qualcosa di "strano" stava sorgendo al porto. Aveva una forma non consueta dalle nostre parti. Ci tornai più volte per guardarla da vicino. Poi un giorno, sfogliando una rivista di architettura, tra un articolo che parlava di una mediateca a Parigi e una stazione ferroviaria a Orléans, eccola là: il nuovo Mercato Ittico di Porto San Giorgio. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Per questo condivido con voi l'articolo.

Modello 3D della struttura || (c) ACALE
Volumi nati dal mare
Situato sul molo sud, il nuovo mercato ittico di Porto San Giorgio è stato voluto dall'Amministrazione Comunale per razionalizzare le attività legate alla pesca e perché diventasse un punto d'interazione tra cittadini e gli operanti del settore. Anche per questo motivo, la scelta dei progettisti è stata quella di realizzare un architettura che potesse distinguersi dal contesto, creando un nuovo punto di riferimento visivo nella zona portuale. La sagoma dell'edificio nasce dall'unione di più volumi incastonati tra loro, dando vita ad una composizione che rispecchia la molteciplità delle attività che in essi si svolgono.

Prospetti della struttura || (c) ACALE
A fare da ingresso è una galleria dalla suggestiva forma organica, costituita dalla successione di archi con altezze ed inclinazioni variabili. Da qui si raggiunge l’area in cui si svolgono i controlli sanitari e quella degli uffici, arrivando poi al corpo prismatico, vero protagonista formale e funzionale dell’edificio, dove le pareti inclinate raggiungono l’altezza massima di circa 14 metri; qui si svolge l’astatura, visibile anche dall’esterno attraverso le pareti vetrate.

Ingresso alla struttura || (c) G. Fangi

La superficie complessiva è di 1055 metri quadrati.
Dal punto di vista costruttivo, in modo da donarle la massima snellezza, la struttura in elevazione è stata realizzata completamente in acciaio, utilizzando la qualità prevista dalle norme tecniche in vigore nel 2006 (Fe510). Il tutto è stato lasciato volutamente a vista, per esaltare le peculiarità formali della composizione dove pilastri e travi sono disposti nelle tre direzioni spaziali, seguendo le isocurve che definiscono il sistema parete-copertura. Grazie a questa scelta, l’architettura ne ha guadagnato in fluidità, evitando nuclei irrigidenti e favorendo invece una riduzione della sezione resistente degli elementi strutturali. Soprattutto nella galleria d’ingresso, la sequenza di archi scolpisce un involucro geometricamente impeccabile ed avvolgente.
Vista dall'alto || (c) G. Fangi

Qui gli elementi verticali sono realizzati con profili IPE calandrati che, accoppiati a due a due, formano un arco in cui l’inclinazione rispetto al piano verticale varia da 1,4° a 14°. Il collegamento dei profili IPE è stato realizzato con cerniere, sia in senso orizzontale (tra gli archi) sia in rapporto alla trave di fondazione. La scelta dell’acciaio ha permesso quindi di diversificare la forma dei vari ambienti, assicurando inoltre la solidità e la staticità di una geometria complessa. Anche l’edificio in cui si svolge l’astatura è in tubolari d’acciaio, collegati in fondazione tramite piastre e tirafondi e, orizzontalmente, con aste. Più tradizionale lo schema del volume che ospita gli uffici, con pilastri e solaio intermedio orizzontale, ma anche in questo caso i collegamenti sono di lunghezze differenti ed assicurati mediante tubolari e cerniere.
Preassemblati in officina, gli elementi strutturali sono stati poi montati in loco ed uniti tramite giunti bullonati. Per le coperture sono stati utilizzati pannelli sagomati di lamiera metallica a più strati. L’acciaio, presente in queste stratificazioni, assicura resistenza al calore, potere insonorizzante e di termo riflessione, nonché ridotto coefficiente di dilatazione termica. Il sistema di tamponamento adottato garantisce la ventilazione, riducendo drasticamente le sollecitazioni prodotte dalle continue escursioni termiche.

Vista laterale || (c) G. Fangi

Così diverso dagli edifici che lo circondano, il nuovo mercato ittico, nello slancio del suo ondulato profilo, sembra cercare un dialogo con il vicino mare.

Anno di realizzazione - 2006
Progetto architettonico e strutturale - ACALE


Laura Della Badia - Articolo tratto da Europ'A n.9/Autunno 2008


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Posted by Nicola Pezzotta | a mercoledì, aprile 04, 2012

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