Appeso ad un filo invisibile

Il Falco Pellegrino (Falco Peregrinus) è diffuso con una quindicina di sottospecie in una grande varietà di ambienti in tutto il mondo; alcune popolazioni sono sedentarie, altre migratrici. La popolazione italiana è sedentaria ed abita l’arco alpino, tutta la penisola e le isole, comprese le minori, diffusa dagli ambienti costieri a quelli collinari e montani; di fatto la specie è assente come nidificante solo nelle grandi aree di pianura. Il pellegrino si nutre quasi esclusivamente di uccelli, dai piccoli passeriformi ai grandi corvidi, catturati con spettacolari inseguimenti aerei. Si ritiene che possa raggiungere velocità superiori ai 300 Km/h in picchiata e i 180 Km/h nel volo battuto. In quasi tutto il suo areale la nidificazione avviene su pareti rocciose, più raramente su alberi, a terra o su edifici. Negli anni sessanta, soprattutto a causa dell’inquinamento da DDT, il pellegrino era scomparso o fortemente ridotto in molte parti del suo areale; una volta vietato l’uso di questa sostanza esso ha ricominciato a riprodursi con successo, rioccupando molte zone in cui si era estinto.

Anche nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, negli ultimi dieci anni, il pellegrino ha mostrato un forte incremento: oggi è distribuito in modo piuttosto regolare con almeno 15 coppie concentrate soprattutto sul versante marchigiano dove è maggiore la disponibilità di pareti rocciose. Se andate per sentieri nelle zone del Pizzo Berro o del Monte Bove Sud, li incontrerete sicuramente. Potete vederli lì, sospesi a mezz'aria come se qualcuno li avesse appesi ad un filo invisibile. In realtà stanno sfruttando come meglio non si può i venti di quota. L’altitudine dei siti di nidificazione utilizzati varia dai 500 ai 1600 m; le zone di caccia preferite risultano le stesse gole calcaree dove le coppie si riproducono, le aree agricole e i pascoli montani, dove si osservano regolarmente individui della specie anche oltre i 2000 m di quota. I partner di una coppia di falchi pellegrini rimangono insieme perlopiù per tutta la vita e si ri-accoppiano in caso di morte di uno dei partner. La durata della cova dura dai 32 ai 37 giorni dipendente della latitudine e dalla percentuale di umidità della zona prescelta per la cova. La covata può prevedere da 2 a 6 uova (casi eccezionali) con solitamente 3/4 uova come standard usuale. Il falco pellegrino raggiunge un'età mediamente massima di 17 anni allo stato libero e sono stati osservati casi in cui dei soggetti superavano l'età di 20 anni in cattività. Lunghezza totale: 40/46 cm. Peso: 0.6/1.3 Kg.

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Posted by Nicola Pezzotta | a lunedì, novembre 09, 2009

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