Un messaggio dal passato

Eccomi qua. Dopo più di un mese torno a scrivere qualcosa nel mio (nostro) blog. Nel frattempo, però, mi sono anche laureato. Ma questa è un altra storia! :) 
In questo post vi vorrei parlare, invece, di una delle chiese che più mi affascinano tra quelle presenti nella città di Ancona: Santa Maria della Piazza. Mi concentrerò in particolare sul portale, e sul significato dei suoi simboli. Anche la sua storia è molto interessante, ma spero di poterne parlare in un altro post.
Santa Maria della Piazza - Ancona
Il luogo su cui sorge Santa Maria della Piazza (in origine chiamata anche Santa Maria del Canneto e poi Santa Maria del Mercato) ha un qualcosa di mistico. Infatti in questo posto sorgeva, già nel IV sec., una chiesa paleo-cristiana, i cui resti sono visibili tutt'ora al di sotto dell'attuale pavimentazione. La facciata è opera di Maestro Filippo che, nel 1210, la ornò così come oggi la vediamo. All'originario paramento in pietra (del Conero) con frammisti pezzi erratici provenienti dall'antica basilica paleo-cristiana, l'architetto addossò quattro ordini di archetti cechi sovrapposti. Al centro della facciata è presente il portale a  strombo incorniciato da un fregio riccamente scolpito. Sopra il portale, al centro, è la figura della Vergine Orante e a sinistra il busto dell'Arcangelo Gabriele. Il fregio del portale comprende numerose decorazioni di carattere romanico, che si materializzano nella pietra con forme particolari: negli avvolgimenti delle foglie di vite si osservano figure di mostri, di arcieri, di guerrieri e di animali; in alto, al centro, è l'immagine del Cristo. Nel fregio, dunque, sono presenti i classici motivi romanici, che ad un'analisi più attenta, però, risultano ordinati come in un discorso logico dai contenuti simbolici: un discorso di pietra.



Le formazioni simbologiche del portale sono state analizzate dal Prof. Giacomo Binnella, un esperto di storia delle religioni e di esoterismo, che ha interpretato le figure della decorazione secondo un'ottica evolutiva.
Fregio portale Santa Maria della Piazza - Lato Destro Basso
Sulla destra del portale, il tralcio di vite, figura centrale della costruzione, sembra salire verso l'alto dirigendosi da un elefante verso un leone e una creatura felina, per poi interrompersi e sbocciare in un fiore, simbolo della creazione. Nel succedersi di queste forme scultoree sembra disegnato il fluire della vita umana: il tralcio di vite simbolo dell'Albero della Vita, nasce dalla terra simboleggiata dall'elefante, per penetrare nel leone, animale bivalente che nel caso assume i caratteri di forza e solarità. Il felino consecutivo significa la vitalità dell'animale nella sua parte più aggressiva, che si nobilita a contatto con il fiore a quattro petali, simbolo dell'intervento divino sulle forme del creato. Con questo intervento la vita terrena diviene imperitura, e infatti dopo il fiore troviamo nei fregi raffigurato un pavone, simbolo dell'immortalità e dell'elemento immortale dell'uomo, l'anima. Il pavone rappresenta l'anima e per questo risulta interposto tra il felino e l'uomo, ovvero tra le due forme di vita che si differenziano per l'elemento immortale. Il grappolo d'uva nel becco del pavone significa la possibilità per l'uomo, in virtù del possesso dell'anima, di partecipare al banchetto eucaristico.
Fregio portale Santa Maria della Piazza - Lato Destro Alto
Fregio portale Santa Maria della Piazza - Centro
Le figure successive, in simmetria assiale con le altre dell'opposto arco, possiedono sembianze umane e, grazie ai loro attributi (il guerriero, il cavaliere, il suonatore di liuto), esprimono lo sviluppo, oltre che intellettivo, anche morale e spirituale. Così dall'uomo guerriero si passa all'uomo artista.
Successivamente un pavone ribadisce l'immortalità dell'anima e preannuncia l'elemento seguente, una figura umana che tiene spalancate le fauci di un animale. Questa immagine, assimilabile a quella del X Arcano dei Tarocchi, esprime il controllo e il dominio dell'uomo nei confronti della sua natura animale, che gli permette l'ascesa verticale spirituale. Alla sommità di questa spirale ascendente c'è la figura assiale, il Cristo benedicente che regola tutto il fluire della vita.
Fregio portale Santa Maria della Piazza - Lato Sinistro Alto
Iniziando, quindi, il percorso discendente che si sviluppa verso l'arco opposto, troviamo il suonatore d'arpa, l'arciere con la freccia che indica il superamento di se stessi per tendere alla divinità, il guerriero. Si ripercorre, in pratica, il senso delle figure controlaterali dalle sembianze umane, ma in opposta direzione, significando quindi il decadimento, l'allontanamento dal Cristo.
Fregio portale Santa Maria della Piazza - Lato Sinistro Basso
La forma successiva rappresenta un ibrido, una creatura per metà umana e per metà animale, forse un centauro, che esprime la caduta dell'uomo quando in lui dominano l'animalità e le tendenze regressive. Successivamente, troviamo un essere che appare nudo e precipite verso il basso, sintetizzando così la perdita dei valori umani e la caduta verticale dell'uomo a causa dei suoi istinti animali e dei suoi peccati. L'uomo sembra volersi attaccare al tralcio della vite, ma il suo destino, conseguente alla perdita dei valori, è la caduta verso il basso. Sotto c'è ancora il pavone, che risulta però contrapposto, denotando in questo caso la perdita eterna dell'anima, e infine troviamo un leone, che non ha valenze positive, ma negative: nelle sue fauci sparisce il tralcio della vite e verso di lui cade l'uomo. In questa posizione, dunque, il leone è il simbolo del demonio, del male che distrugge quello che la divinità crea. Nella visione globale il tralcio viene ingoiato dal leone, ma, come accade per il sole nei draghi dei miti orientali, il tralcio non muore: attraverso la terra, rinasce nelle zampe dell'elefante situato all'inizio dell'arcata opposta, quella ascendente.
Nel portale è dunque evidenziabile un discorso sulla condizione della vita umana, sempre combattuta tra il Bene e il Male, ma anche un riferimento alla ciclicità della vita stessa: la verticalizzazionedifficilmente può essere compresa razionalmente, a meno che non si entri a far parte di essa, penetrando nel gioco ciclico per morire, consapevolmente, e poi rinascere spiritualmente.

Fonti:
"Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità delle Marche", Fabio Filippetti, Elsa Ravaglia, Newton & Compton Editori, 2004.
"Marche", AA.VV., Guida Rossa del Touring Club Italiano, 1979.
"Museo Italia vol.6 - Marche Umbria", AA.VV., Armando Curcio Editore, 1990.

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Posted by Nicola Pezzotta | a mercoledì, luglio 28, 2010

4 commenti:

Sandra Maccaferri ha detto...

Bellissimo luogo dello spirito.
Complimenti per la tua laurea ...e per l'immagine di apertura del blog. BENTORNATO.

Nick ha detto...

Grazie per i complimenti! :)

maresco martini ha detto...

complimenti per la laurea e per le descrizioni sui sibillini che ho visitato diversi anni fà dei quali sono rimasto affascinato

Nick ha detto...

Grazie Maresco. I Sibillini sono davvero favolosi.. :) Ciao

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