Le misteriose incisioni sul Monte Conero

Il Monte Conero è un promontorio di 572 metri s.l.m.m. situato sulla costa delle Marche, proprio a metà della regione. E’ costituito da imponenti falesie calcaree a strapiombo sul mare e fitte aree boschive. Nel 1991 è stato istituito il Parco Regionale del Monte Conero allo scopo di proteggere una zona davvero unica nel suo genere. Per tutte le informazioni, i percorsi e le cose da vedere vi rimando al sito ufficiale:  parcodelconero.com.


Spiaggia delle Due Sorelle, Monte Conero || (c) Nicola Pezzotta
Quello di cui vi voglio parlare, invece, è un luogo situato nel mezzo della macchia mediterranea del Monte e avvolto, ancora oggi, dal mistero.

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Posted by Unknown | alle venerdì, aprile 20, 2012 | 2 commenti

Volumi nati dal mare: il nuovo mercato ittico di Porto San Giorgio

Mercato Ittico, Porto San Giorgio || (c) Nicola Pezzotta
Circa una quindicina di anni fa ero solito scorrazzare in bicicletta fino alla punta più estrema del molo di Porto San Giorgio. Arrivato lì, salivo sugli scogli artificiali e mi mettevo a leggere al sole, con il rumore delle onde in sottofondo. Nel tempo queste pedalate sul lingomare si sono sempre più diradate fino a quando, il mio tempo libero l'ho speso per altri hobby. Ricordo, però, chiaramente, in una delle mie ultime uscite che qualcosa di "strano" stava sorgendo al porto. Aveva una forma non consueta dalle nostre parti. Ci tornai più volte per guardarla da vicino. Poi un giorno, sfogliando una rivista di architettura, tra un articolo che parlava di una mediateca a Parigi e una stazione ferroviaria a Orléans, eccola là: il nuovo Mercato Ittico di Porto San Giorgio. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Per questo condivido con voi l'articolo.


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Posted by Unknown | alle mercoledì, aprile 04, 2012 | 0 commenti

C'era una volta ... il fuoco

Le fredde giornate invernali, nelle quali le copiose nevicate hanno trasformato interi paesaggi, vestendoli di luce nuova, ammaliante, ma mettendo anche a nudo tutte le criticità del vivere moderno, sembrano oramai appartenere al passato. Eppure una domanda continua a frullarmi in testa: i nostri nonni come superavano i lunghi e rigidi inverni?


 IL CAMINO

Camino in una vecchia abitazione. Fonte: internet
Il camino ha rappresentato nei tempi passati la principale fonte di riscaldamento, usata tanto in abitazioni modeste quanto in quelle più agiate. Questa sua fondamentale funzione, tuttavia, non esauriva completamente il ruolo svolto nelle dimore, in special modo in quelle rurali e particolarmente in quelle rurali marchigiane. Nelle case coloniche, infatti, il camino costituiva anche il luogo deputato alla cottura dei cibi, rappresentava, in inverno, il luogo privilegiato per l’incontro, la socializzazione. Era intorno al fuoco del camino che ci si riposava, si recitava il rosario, si chiacchierava, si raccontavano storie, spesso in compagnia dei vicini1. Era intorno al fuoco del camino che le donne rammendavano e gli uomini intrecciavano la paglia2.
Il camino dunque costituiva il cuore della vita domestica, familiare, sociale. Questa centralità si rifletteva anche sul piano costruttivo, strutturale, spaziale. Non era un caso, infatti, se in gran parte delle case coloniche marchigiane il camino occupava la parete più lunga della stanza più grande ed importante dell’abitazione, ovvero la cucina. Era da questa stanza, direttamente servita dalla scala interna o esterna, che si accedeva a tutti gli altri ambienti, dalle camere da letto ai vani usati come depositi. “… Si potrebbe dire” così Gianni Volpe sintetizza l’evoluzione dell’organizzazione spaziale delle dimore rurali marchigiane “che il fuoco del camino è stato senz’altro il punto di partenza, seguito dalla cucina, quindi dalla casa vera e propria …”
Ma com’era fatto? “Era monumentale, con la grande e slanciata cappa al centro della parete più lunga, l’immancabile base, l’arola o rola, rialzata un palmo da terra, la catena per il caldaio e il treppiedi in ferro per le pentole e i tegamini. La mensola in legno di appoggio della cappa e sulla quale poggiano gli oggetti e gli utensili più usati (dal portasale al mortaio, dalla lucerna al pesante ferro da stiro, dalla bugia di latta smaltata o di terracotta al macinino) viene spesso rifinita con un telo in modo da garantire il giusto tiraggio dei fumi. Una nicchia ricavata nello spessore murario dove tenere a portata di mano i fiammiferi chiude il quadretto tipico di quest’angolo domestico” così Gianni Volpe in “Storia dell’alimentazione della cultura gastronomica e dell’arte conviviale nelle Marche”, in una viva descrizione capace di far riaffiorare alla memoria ricordi d’infanzia.


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Posted by muscosa | alle martedì, marzo 06, 2012 | 5 commenti

Libri preferiti, amati, consigliati/1 - La Gola del Furlo

In post come questo, con il tag "libri consigliati", vi consiglieremo alcuni libri che a noi hanno particolarmente colpito, che andiamo a riaprire spesso per leggere e rileggere, che portiamo con noi nei nostri viaggi/visite/esplorazioni o che ci sono rimasti, semplicemente, nel cuore.  Ogni volta che aggiungeremo un nuovo post, questo andrà in bacheca, ma potrete in qualsiasi momento richiamarli tutti, andando a cliccare il pulsante "Testi consigliati" sul menù azzurro in alto.

Alcuni di questi testi possiamo definirli "di nicchia". Se non riuscite a trovarli e volete informazioni per reperirli, contattateci scrivendoci a questa mail: nico.pezzotta@gmail.com.

Buona lettura a tutti! :)

La Gola del Furlo
Andrea Pellegrini; Elena Ferretti; Roberto Fiorani
Arti Grafiche Stibu, Urbania (PU)
2003.

"Un testo davvero completo per conoscere a pieno questo angolo delle Marche. Molto bella la parte centrale intitolata 'Cenni di storia antica e moderna'; partendo da poco dopo Fermignano, la guida ti accompagna passo passo lungo tutta la Gola spiegandoti in modo semplice e divertente quello che stai guardando. E poi, nozioni di Flora, Fauna, Geologia, come riconoscere le tracce degli animali e alcuni itinerari naturalistici consigliati all'interno della Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo".
Nick

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Posted by Unknown | alle sabato, febbraio 25, 2012 | 0 commenti

Gola del Furlo/3: Mussolini e il suo profilo

Questa che vi scrivo qui sotto sarà l’ultima parte dedicata alla Gola del Furlo. Dopo aver letto tutti e tre i post non vi resta che andarla a visitare e vederne le sue meraviglie direttamente con i vostri occhi!


Se vi siete persi gli altri post, posso dirvi che, nella prima parte (Gola del Furlo/1: Evoluzione di un paesaggio) ho parlato della storia naturale della Gola e di come si è trasformata dopo la costruzione della Diga omonima; nella seconda parte (Gola del Furlo/2: Qui, dove è passata lastoria), invece, ho fatto un salto indietro nel tempo e ho cercato di farvi rivivere in un solo colpo 2000 anni di storia, dai Romani allo Stato della Chiesa.

Gola del Furlo. Ne ho parlato per molto tempo, ma finora non ho ancora detto da dove provenga questo toponimo. Il nome della Gola sembra derivi da “forulus” o “foro”, denominazione che intorno al XIV secolo indicava il Traforo di Vespasiano. Nel tempo, poi, questo termine si trasformò nell’attuale “Furlo”.

La Gola del Furlo vista da ovest.
Nel nostro excursus storico mi ero fermato alla metà del ‘500. Da questo periodo, fino a quasi gli inizi dell’800 il passo perse la sua importanza e il transito attraverso la gola rimase difficile e pericoloso, anche a causa dei numerosi briganti presenti nel circondario.

Alla fine del ‘700 esplose, anche in queste zone, il “miraggio dell’oro”. La speranza per molti di improvvisa ricchezza finì, tuttavia, ben presto in una bolla di sapone, perché il fenomeno era dovuto esclusivamente al riscontro accidentale di semplice pirite in un luogo subito ottimisticamente ribattezzato “Vena dell’Oro”. A spegnere gli eccessivi ed infondati entusiasmi contribuì anche il terremoto di Cagli del 3 Giugno 1781 che seppellì per sempre la “vena” sotto un’impressionante caduta di massi.

In questo periodo molti furono i passaggi all’interno della gola di truppe straniere tra cui Spagnoli, Austriaci e Francesi. Tra tutti possiamo ricordare quello che avvenne tra il Maggio e il Giugno 1849, quando i volontari della Repubblica Romana opposero resistenza agli Austriaci bloccando la via per la capitale.

Ma la notorietà del luogo esplose verso la fine degli anni 1920. Infatti in quegli anni Benito Mussolini “consacrò” la città del Furlo come il luogo ideale per rilassarsi e staccare dagli impegni quotidiani. Il capo del Regime Fascista che frequentava questo posto non era quello che tutti conoscono, con divisa ed elmetto che arringa la Nazione. Era, piuttosto, la versione privata e familiare, e al riguardo fanno fede le numerose foto d’epoca. Nel tragitto che va da Roma a Predappio, la sua città natale, in quel tempo non esistevano strade alternative alla Flaminia.

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Posted by Unknown | alle sabato, febbraio 11, 2012 | 4 commenti

Gola del Furlo/2: Qui, dove è passata la storia

Nel post precedente (clicca qui) vi ho parlato principalmente della Diga del Furlo, all’ingresso della Gola. Proseguendo, ora, la strada incontriamo la parte più stretta e suggestiva. Per farvi comprendere a pieno dove vi trovate dovete fare un salto indietro nel tempo di 2500 anni.


Gola del Furlo oggi, nei pressi dei Trafori Romani.
Siamo nel 220 a.C.. I romani, guidati dal console Gaio Flaminio, stanno cercando di realizzare una strada di collegamento tra Roma e Rimini, con una duplice funzione: incrementare il commercio e rifornire rapidamente le truppe che si trovano lontano dalla capitale, al di là degli Appennini. Il console si trova di fronte un ostacolo duro da superare: la Gola del Furlo. Lo scopo è quello di far passare la strada dove è presente un sentiero a circa 80 metri dal fondo della gola.

Immaginatevi, un attimo, la grandiosità dell’opera che si accingevano a compiere. Inizialmente pensano di allargare un po’ il sentiero e far passare la strada all’esterno dell’intero sperone di roccia. Per fare ciò realizzano degli imponenti muri di “terrazzamento” a sostegno della strada, dette sostruzioni. Queste mura si sviluppano per una lunghezza di 20 metri e raggiungono un’altezza massima di quasi 30 metri, oggi in parte sommersa dalle acque. Sono ancora visibili dal Belvedere che si trova sulla sinistra a circa un km dal Traforo di Vespasiano.

Sostruzioni romane - fonte: La valle del Metauro
L’arrivo di Augusto, nel I secolo d.C., coincide con “l’ammodernamento” della rete. Per renderla più agevole, l’imperatore ordina ai suoi schiavi di realizzare una vera e propria galleria scavandola nella dura roccia a colpo di martello e scalpello. E’ questa quella che oggi viene erroneamente definita “Galleria Etrusca” e che noi chiameremo Traforo Minore. Attualmente è possibile vederla solo se venite da Roma. Poco prima di entrare nell’attuale galleria, sulla destra, noterete un cancello di metallo. Ecco, dietro quel cancello c’è uno spiazzo e poco dopo l’antico traforo. Non si capisce bene perché l’Enel abbia posto questo cancello lì; secondo me andrebbe tolto. 

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Posted by Unknown | alle venerdì, febbraio 03, 2012 | 2 commenti

Dicembre 2011 - London Calling

London Calling
Per la foto del mese di Dicembre 2011 vi porto addirittura a Londra! Ammiratela nella sua tipica giornata, cioè grigia e piovosa. ;) A quanto pare i luoghi comuni, a volte, sono veri! La fredda, grigia e piovosa Londra si accinge a festeggiare il Natale e in giro lo si capisce subito, soprattutto nei quartieri più "commerciali". Addobbi e musiche natalizie allietano le passeggiate dei turisti e degli inglesi in cerca delle ultime idee regalo. In giro per Covent Garden potete comprare tutto ciò che vi passa per la testa, anche se i prezzi non sono, poi, così accessibili. Ogni tanto un artista di strada da sfoggio di se facendo il suo numero. Ma non avvicinatevi troppo, potrebbe utilizzarvi per la sua performance e farvi fare la figura dello scemo (come è successo a me!).
Fatevi bene i conti e rimanete a Londra almeno una settimana. Di cose da vedere ce ne sono! Buckingham Palace, Big Ben, Westminster Abbey, London Tower, Camden Town, ecc.. Io, ahimè, ho avuto a disposizione solo mezza giornata. Ma non posso non tornare! Per cui, Londra, ASPETTAMI!

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Posted by Unknown | alle mercoledì, gennaio 18, 2012 | 0 commenti

Eventi 2012

"Trekking delle stelle cadenti" con il CAI di Fermo. Un anello da Foce di Montemonaco al Monte Vettore passando per il Lago di Pilato e il Monte Torrone. 6/7 Agosto 2011.

E' nostra premura far conoscere gli eventi che riteniamo più interessanti, sia in un quadro nazionale sia in un contesto più strettamente territoriale. Si tratta talvolta di appuntamenti curiosi, inusuali, impudemente settoriali, che meritano di essere menzionati. A voi, dunque, il compito di valutare di volta in volta i singoli eventi, e chissà che non scopriate nuovi interessi o nuove passioni.


Dal 12 novembre 2011 al 20 aprile 2012 - "Piceni e Celti lungo le rive del Giano" - Mostra archeologica - Fabriano (AN)
Il Comune di Fabriano, in collaborazione con l'Archeoclub d'Italia (sede di Fabriano) e la Soprintendenza Archeologica delle Marche, ha allestito un'interessante mostra archeologica al piano terra del complesso monumentale dello Spedale di S. Maria del Buon Gesù. La mostra consente di visionare reperti provenienti da scavi effettuati nel territorio fabrianese e mai esposti prima, testimonianze preziose di un passato lontano e poco conosciuto. Per maggiori informazioni:  

Dal 10 al 29 gennaio - Incontri informativi sulle conoscenze e sui temi delle cavità artificiali - CAI di Fermo
Il Gruppo Speleo Cavità Artificiali del CAI di Fermo organizza una serie di incontri conoscitivi sul tema delle cavità artificiali. Il ciclo di conferenze è aperto a tutti; gradita è la prenotazione. Per informazioni sugli incontri e per conoscere il calendario:
http://www.marcafermana.it/content-dettagli.aspx?path=/,15,34&id=4315&main=

Dal 1 febbraio al 25 maggio - Concorso fotografico "Le aie delle case coloniche" - Accademia delle erbe spontanee - Monte San Pietrangeli (FM) 
L'Accademia delle erbe spontanee, nell'intento di non disperdere il vasto patrimonio culturale costituito dalle tradizioni popolari in materia di piante, organizza un curioso concorso fotografico. Il concorso, suddiviso in due categorie, avrà come tema le aie delle case coloniche, come erano e come sono oggi. La partecipazione è completamente gratuita ed aperta a tutti, soci e non soci dell'Accademia. Per conoscere il regolamento: http://www.accademiadelleerbe.it/


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Posted by muscosa | alle venerdì, gennaio 06, 2012 | 0 commenti