Gola del Furlo/2: Qui, dove è passata la storia

Nel post precedente (clicca qui) vi ho parlato principalmente della Diga del Furlo, all’ingresso della Gola. Proseguendo, ora, la strada incontriamo la parte più stretta e suggestiva. Per farvi comprendere a pieno dove vi trovate dovete fare un salto indietro nel tempo di 2500 anni.


Gola del Furlo oggi, nei pressi dei Trafori Romani.
Siamo nel 220 a.C.. I romani, guidati dal console Gaio Flaminio, stanno cercando di realizzare una strada di collegamento tra Roma e Rimini, con una duplice funzione: incrementare il commercio e rifornire rapidamente le truppe che si trovano lontano dalla capitale, al di là degli Appennini. Il console si trova di fronte un ostacolo duro da superare: la Gola del Furlo. Lo scopo è quello di far passare la strada dove è presente un sentiero a circa 80 metri dal fondo della gola.

Immaginatevi, un attimo, la grandiosità dell’opera che si accingevano a compiere. Inizialmente pensano di allargare un po’ il sentiero e far passare la strada all’esterno dell’intero sperone di roccia. Per fare ciò realizzano degli imponenti muri di “terrazzamento” a sostegno della strada, dette sostruzioni. Queste mura si sviluppano per una lunghezza di 20 metri e raggiungono un’altezza massima di quasi 30 metri, oggi in parte sommersa dalle acque. Sono ancora visibili dal Belvedere che si trova sulla sinistra a circa un km dal Traforo di Vespasiano.

Sostruzioni romane - fonte: La valle del Metauro
L’arrivo di Augusto, nel I secolo d.C., coincide con “l’ammodernamento” della rete. Per renderla più agevole, l’imperatore ordina ai suoi schiavi di realizzare una vera e propria galleria scavandola nella dura roccia a colpo di martello e scalpello. E’ questa quella che oggi viene erroneamente definita “Galleria Etrusca” e che noi chiameremo Traforo Minore. Attualmente è possibile vederla solo se venite da Roma. Poco prima di entrare nell’attuale galleria, sulla destra, noterete un cancello di metallo. Ecco, dietro quel cancello c’è uno spiazzo e poco dopo l’antico traforo. Non si capisce bene perché l’Enel abbia posto questo cancello lì; secondo me andrebbe tolto. 

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Posted by Unknown | alle venerdì, febbraio 03, 2012 | 2 commenti

Dicembre 2011 - London Calling

London Calling
Per la foto del mese di Dicembre 2011 vi porto addirittura a Londra! Ammiratela nella sua tipica giornata, cioè grigia e piovosa. ;) A quanto pare i luoghi comuni, a volte, sono veri! La fredda, grigia e piovosa Londra si accinge a festeggiare il Natale e in giro lo si capisce subito, soprattutto nei quartieri più "commerciali". Addobbi e musiche natalizie allietano le passeggiate dei turisti e degli inglesi in cerca delle ultime idee regalo. In giro per Covent Garden potete comprare tutto ciò che vi passa per la testa, anche se i prezzi non sono, poi, così accessibili. Ogni tanto un artista di strada da sfoggio di se facendo il suo numero. Ma non avvicinatevi troppo, potrebbe utilizzarvi per la sua performance e farvi fare la figura dello scemo (come è successo a me!).
Fatevi bene i conti e rimanete a Londra almeno una settimana. Di cose da vedere ce ne sono! Buckingham Palace, Big Ben, Westminster Abbey, London Tower, Camden Town, ecc.. Io, ahimè, ho avuto a disposizione solo mezza giornata. Ma non posso non tornare! Per cui, Londra, ASPETTAMI!

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Posted by Unknown | alle mercoledì, gennaio 18, 2012 | 0 commenti

Eventi 2012

"Trekking delle stelle cadenti" con il CAI di Fermo. Un anello da Foce di Montemonaco al Monte Vettore passando per il Lago di Pilato e il Monte Torrone. 6/7 Agosto 2011.

E' nostra premura far conoscere gli eventi che riteniamo più interessanti, sia in un quadro nazionale sia in un contesto più strettamente territoriale. Si tratta talvolta di appuntamenti curiosi, inusuali, impudemente settoriali, che meritano di essere menzionati. A voi, dunque, il compito di valutare di volta in volta i singoli eventi, e chissà che non scopriate nuovi interessi o nuove passioni.


Dal 12 novembre 2011 al 20 aprile 2012 - "Piceni e Celti lungo le rive del Giano" - Mostra archeologica - Fabriano (AN)
Il Comune di Fabriano, in collaborazione con l'Archeoclub d'Italia (sede di Fabriano) e la Soprintendenza Archeologica delle Marche, ha allestito un'interessante mostra archeologica al piano terra del complesso monumentale dello Spedale di S. Maria del Buon Gesù. La mostra consente di visionare reperti provenienti da scavi effettuati nel territorio fabrianese e mai esposti prima, testimonianze preziose di un passato lontano e poco conosciuto. Per maggiori informazioni:  

Dal 10 al 29 gennaio - Incontri informativi sulle conoscenze e sui temi delle cavità artificiali - CAI di Fermo
Il Gruppo Speleo Cavità Artificiali del CAI di Fermo organizza una serie di incontri conoscitivi sul tema delle cavità artificiali. Il ciclo di conferenze è aperto a tutti; gradita è la prenotazione. Per informazioni sugli incontri e per conoscere il calendario:
http://www.marcafermana.it/content-dettagli.aspx?path=/,15,34&id=4315&main=

Dal 1 febbraio al 25 maggio - Concorso fotografico "Le aie delle case coloniche" - Accademia delle erbe spontanee - Monte San Pietrangeli (FM) 
L'Accademia delle erbe spontanee, nell'intento di non disperdere il vasto patrimonio culturale costituito dalle tradizioni popolari in materia di piante, organizza un curioso concorso fotografico. Il concorso, suddiviso in due categorie, avrà come tema le aie delle case coloniche, come erano e come sono oggi. La partecipazione è completamente gratuita ed aperta a tutti, soci e non soci dell'Accademia. Per conoscere il regolamento: http://www.accademiadelleerbe.it/


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Posted by muscosa | alle venerdì, gennaio 06, 2012 | 0 commenti

Novembre 2011 - Il Silenzio degli Eroi

Il Silenzio degli Eroi. [Cimitero Americano di Impruneta, Firenze]


"Death was everywhere, in the air                                            
And in the sounds coming off the mounds of Bolton's Ridge
Death's anchorage
When you rolled a smoke or told a joke
It was in the laughter and drinking water
It approached the beach as strings of cutters
Dropped into the sea and lay around us


Death was in the ancient fortress
Shelled by a million bullets
From gunners, waiting in the copses
With hearts that threatened to pop their boxes
As we advanced into the sun
Death was all and everyone
Death was all and everyone


As we, advancing, in the sun
As we, advancing, every man
As we, advancing, in the sun


Death hung in the smoke and clung
To 400 acres of useless beachfront
A bank of red earth, dripping down
Death is now, and now, and now
Death was everywhere, in the air
And in the sounds coming off the mounds of Bolton's Ridge
Death's anchorage


Death was in the staring sun
Fixing it's eyes on everyone
It rattled the bones of the Light Horsemen
Still lying out there in the open


As we, advancing, in the sun
As we, advancing, every man
As we, advancing, in the sun
Sing "Death to all and everyone""


Polly Jean Harvey - All & Everyone (2011)



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Posted by Unknown | alle mercoledì, novembre 30, 2011 | 0 commenti

Ottobre 2011 - La ricchezza di un tempo

La ricchezza di un tempo

Li Pescatù - Valeria Marcucci
poesia dialettale marchigiana (Sant'Elpidio a Mare)

Li pescatù che n' sapìa legghie nè scrie,
sapia tutto e de li véndi e de le traersie.
Quanno tiria lu levande, dicia:
se sse aza quissu, non è ppe' tirà' via,
lo vrutto a-d-è che vasta che se sse moe
va a finì che dura tre, sei, nove;
se ce sse ccoppia lu sciroccu
vene dimà un bellu scroccu;
se ce sse bbina pure lu strasòrdene
rentro lu maru n' ci sta più ordene,
l'acqua scrocchja e fa li mulinelli
'gnà rmette a terra tutti li vattelli;
Però quanno tiria lu maestrale,
non era vellu ma non tando male.
Quanno la sera facia la... marettina,
dicia "Jemo a pescà' dimà'-mmatina".
Quanno 'mmece ce statia la maretta
se spiccia a sarvà pure la varchetta.
A lora jiè piacìa la tramontana,
scopa tutto e aza la sottana.
Pe' carità... la vòra de Trieste
che n' menzo lu mare ruppia le rèste:
non se rcapizzia più mango 'na penna.
Le nasse statia vuttate jò Tenna
tutte quelle ch'era misto là Chienti:
tucchja rportalle loco... n'accidenti!
Lu maru a-d-era cunfiu, scuru e grossu
e rrija sopre e sotta lu fossu.
Allora 'gni persò' fugata curria
perché lu portu tuttu se 'llaghja
e la terra co' la vreccia se 'nzuppìa
Quanno l'acqua man mana se sciucchja,
li pescatù dicìa: "L'acqua d-è passata...
armeno ci sta 'sta vella sciacquata!"


Fonti: Porto Sant'Elpidio, da borgo di pescatori a centro industriale: appunti e immagini per una storia; Isabella Bianchini, Marco Cromeni, Alessandro Marcianesi; Andrea Livi Editore, Ottobre 2010.

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Posted by Unknown | alle sabato, novembre 26, 2011 | 0 commenti

Settembre 2011 - Out!

Out!
"Forse sto tenendo gli occhi chiusi" pensi dentro di te mentre cerchi di guardarti attorno. Invece hai gli occhi ben aperti e non riesci, comunque, a vedere nulla. Il niente più assoluto. Buio. Avete mai visto davvero il buio? Sembra di toccarlo per quant'è denso. Lo senti attorno a te pesante, opprimente. Poi, dopo un po', inizi ad avere sensazioni strane. Ti sembra di sentire dei rumori, di avvertire la presenza di qualcuno li accanto a te. Ricordi di avere una torcia con te da qualche parte. La cerchi per un tempo che sembra interminabile, ma alla fine la trovi. Dopo averla accesa è cambiato ben poco. Quella torcia che a casa tua, di notte, sembrava illuminare a giorno l'ambiente circostante qui dentro ti fa vedere giusto dove metterai il piede al tuo prossimo passo. "Quando mancherà ancora per l'uscita?" dici dentro di te. "E' qui dietro alla curva" ti rassicuri. Ogni tanto senti svolazzare sopra di te qualche pipistrello svegliato dal rumore che fai. Poi... ecco il momento che aspettavi! Tutto inizia a assumere dei contorni prima sfocati, poi sempre più nitidi. Fino a che vedi l'uscita, lì davanti a te. Dietro alla curva. Ancora una manciata di passi e sei fuori! 

Nella foto: Tunnel a spirale della ferrovia dimenticata "Spoleto - Norcia".

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Posted by Unknown | alle giovedì, novembre 17, 2011 | 0 commenti

Agosto 2011 - Anche la croce si inchina a tanta meraviglia

Anche la croce si inchina a tanta meraviglia


Driiiin!

Ti giri, guardi la sveglia: segna le 4:30. E' ora di alzarsi. Dopo alcuni minuti di tempo per prendere lucidità esci dal sacco a pelo. Fuori tira un'aria gelida. Guardi il termometro: segna 8°C in pieno Agosto. Pensi alla calura, all'afa che hai sofferto fino al giorno prima e un sorriso si stampa sul tuo viso. Poi ti guardi attorno e... meraviglia! E' ancora notte, ma riesci a distinguere i profili delle cime intorno a te e là ad est sembra che il cielo inizi già a schiarirsi un pò. Alzi gli occhi sopra di te e c'è ancora la Via Lattea a farti da soffitto. Quella che hai ammirato per tutta la notte, lì, steso su un prato a più di duemila metri di altitudine. Continui a guardarla, rapito. Non riesci a staccargli gli occhi di dosso. Non pensavi potessero esistere tante stelle. Un tuo amico ti offre una tazza di caffè caldo e questo ti desta dai tuoi pensieri. Guardi l'orologio e scopri che... il tempo passa in fretta! Dovete assolutamente partire. Accendete le torce, vi caricate gli zaini in spalla e siete pronti. Manca ancora un'ora alla vetta. Supportati solo dalla luce delle vostre torce e dal chiarore che inizia a intravedersi macinate metri su metri. Un passo dopo l'altro, con calma, ma anche con trepidazione. Oramai ci siete quasi. Ancora un centinaio di metri di dislivello e sarete in vetta. Un pò di stanchezza inizia a farsi sentire, ma quello che troverete in cima vi farà dimenticare tutto.

E infatti, eccolo lì, il sole. Si è fatto attendere, ma alla fine è sorto, come ogni giorno. Ma, oggi, la sua nascita ha qualcosa in più. Un valore aggiunto. Aver percorso tanta strada per assistere a questo avvenimento rende tutto diverso. E averlo fatto insieme ai tuoi amici fa di ciò un momento memorabile. Ti rimarrà impresso per sempre nel cuore. Sarà un esperienza che non dimenticherai mai.

E allora, cosa aspetti? E' ora di partire...

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Posted by Unknown | alle venerdì, settembre 23, 2011 | 0 commenti

Gola del Furlo/1: Evoluzione di un paesaggio

Come vi avevo promesso nel post Foto del Mese: Febbraio 2011 (clicca qui), vi parlerò, qui sotto, in modo più dettagliato, di quell'affascinante luogo che è la Gola del Furlo.


Ci troviamo nella provincia di Pesaro e Urbino e questa Gola è, per il nord delle Marche, una sorta di isola biologica; decentrata rispetto alla catena appenninica (da cui dista circa 20 km) ma anche rispetto alla fascia collinare per via di un altitudine che sfiora i 1000 metri. Un po’ montagna, un po’ collina, mentre le piane alluvionali del fiume Candigliano e Metauro si insinuano fino alle sue pendici. 

La Gola del Furlo oggi
Il cuore di quest’area è una grande gola dove scorre, a circa 176 metri sul livello del mare, il fiume Candigliano, sbarrato nel suo corso, sin dalla prima metà del secolo scorso, da una diga idroelettrica tra le più famose e spettacolari del centro Italia. Basta risalire la via Flaminia da Fano verso l’Umbria e uscire a Calmazzo, per bypassare la nuova galleria della Superstrada, per trovarsi difronte tutta l’imponenza della gola posta tra il Monte Paganuccio e il Monte Pietralata. Proseguendo da qui in poi lungo la vecchia strada Flaminia si possono ammirare le opere grandiose costruite dall’uomo all’interno della gola che hanno modificato in modo sostanziale il paesaggio circostante.

La Diga del Furlo oggi
Lo sbarramento del fiume Candigliano (diga del Furlo) è stato l’intervento umano che più ha modificato la parte inferiore della Gola negli ultimi 80 anni. In precedenza, per migliaia o forse milioni di anni, lo scenario naturale era profondamente diverso. Per rendersene conto in qualche modo è quantomeno opportuno non solo guardare attentamente il presente, ma osservare anche le immagini della zona a cavallo tra Ottocento e Novecento.


La diga è stata costruita tra il 1918 e il 1922 nel punto in cui vi era una cascata naturale dell’altezza di 10 metri. Inizialmente costruita dall’UNES per produrre energia elettrica è successivamente passata all’ENEL nel 1962. Originariamente alimentava una centrale collocata a valle della diga sul lato del Monte Paganuccio (opposto alla strada), ma venne distrutta durante la seconda guerra mondiale. La nuova centrale è attiva dal 1952 e si trova a monte di Calmazzo in riva sinistra del fiume Candigliano. Il bacino è in grado di sviluppare una potenza di 13000 kW per una producibilità di 33.210.000 kWh, la più alta della provincia di Pesaro e Urbino.

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Posted by Unknown | alle sabato, settembre 10, 2011 | 3 commenti